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Casi di successo

CASO ACQUA CONDOTTA

Clienti Privati

Il sinistro

Una mattina, la Sig.ra Francesca si accorge che il parquet del salotto è completamente allagato e avverte un forte odore di umidità. Preoccupata, chiude immediatamente l’acqua e chiama il suo idraulico di fiducia. Dopo un’ispezione, scopre che una tubatura interna, passante nel massetto, ha una perdita significativa, danneggiando non solo il suo pavimento e i beni presenti in casa, ma anche i soffitti e controsoffitti dei condomini ai piani inferiori. Per il ripristino delle tubature, del pavimento e dei beni interni alla sua abitazione, la Sig.ra Francesca affronta una spesa di 15.200,00 euro, mentre il soffitto e i controsoffitti dei vicini presentano danni per un totale di 12.400,00 euro.

La richiesta alla compagnia e la prima valutazione

Fortunatamente, la sua polizza assicurativa privata include la garanzia Acqua Condotta, quindi presenta immediatamente la richiesta di risarcimento. Tuttavia, il perito della compagnia, dopo la sua valutazione, riconosce solo 5.000,00 euro, contestando la necessità di alcuni interventi ed il valore di ripristino.

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La perizia di parte

Non soddisfatta dell’importo, la Sig.ra Francesca si affida a un perito di parte, il quale, attraverso un’analisi tecnica accurata, dimostra che:

  • Il danno è interamente riconducibile alla perdita idrica, senza concause.
  • Il ripristino del parquet, del soffitto e dei beni interni rientra nelle coperture della polizza.
  • Non può essere applicato alcun degrado ingiustificato alle riparazioni, in quanto si tratta di un ripristino effettivo
  • Il sinistro è da denunciare anche sulla polizza condominiale

Dopo una negoziazione con i periti di entrambe le compagnie interessate, il risarcimento viene concordato a 14.500,00 euro per i danni all’appartamento della Sig.ra Francesca e 12.000,00 euro per i danni ai soffitti dei condomini sottostanti. Avendo interessato 2 compagnie assicurative facenti parte degli accordi Ania, La compagnia della polizza privata della Sig.ra francesca ha risarcito i danni alla sua assicurata, mentre la compagnia condominiale ha indennizzato direttamente i danni ai condomini danneggiati

Risarcimento

5.000
Senza perizia di parte
14.500
Con perizia di parte

CASO EVENTO ATMOSFERICO

Clienti Privati

Il sinistro

Una violenta tempesta con raffiche di vento oltre i 100 km/h si abbatte sulla zona in cui vive il Sig. Luca, causando danni ingenti alla sua abitazione. La furia del vento solleva le tegole del tetto, danneggiando anche i lucernari elettrici e la veranda in vetro. Inoltre, alcuni alberi presenti nel giardino di proprietà risultano pericolanti, con il rischio di ulteriori danni alle strutture e alle persone. Per il ripristino del tetto, della veranda e la rimozione degli alberi pericolanti, il costo stimato dei lavori è di 35.800,00 euro.

Valutazione inziale della compagnia di assicurazioni

Dopo aver presentato la richiesta di risarcimento, il perito della compagnia effettua il sopralluogo e riconosce solo 14.500,00 euro, applicando un forte degrado al costo del tetto e non includendo alcune voci di spesa, tra cui i danni cagionati dagli alberi caduti.

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La perizia di parte

L’intervento del perito di parte

Non ritenendo giusta questa valutazione, il Sig. Luca si affida a un perito di parte, che, attraverso un’analisi tecnica approfondita, dimostra che:

– Le condizioni di polizza prevedono il rimborso a nuovo, e non allo stato d’uso.

– I danni causati dalla caduta degli alberi rientrano nella copertura assicurativa, anche se non erano stati considerati inizialmente.

– Alcune esclusioni di polizza limitavano il risarcimento per i lucernari, che infatti non sono stati riconosciuti, ma il perito ha individuato coperture applicabili.

– Il Sig. Luca aveva sostenuto spese di salvataggio, come la copertura temporanea del tetto con teloni per evitare ulteriori infiltrazioni d’acqua, che

non pensava rientrassero nel rimborso. Su suggerimento del perito di parte, anche queste spese sono state incluse nell’indennizzo finale.

Dopo un’attenta negoziazione con il perito della compagnia, il risarcimento viene aumentato a 28.500,00 euro, dai quali viene detratta la franchigia di 500,00 euro, per un rimborso totale di 28.000,00 euro, oltre alla quota IVA riconosciuta dietro presentazione delle fatture.

Osservazioni:

– Il perito di parte ha evidenziato le esclusioni e i limiti di indennizzo presenti in polizza, dimostrando però che i danni causati dalla caduta degli alberi erano coperti, anche se inizialmente non considerati dalla compagnia.

– Ha inoltre permesso di far rientrare nel risarcimento le spese di salvataggio sostenute dal Sig. Luca per proteggere l’immobile da ulteriori danni.

– Il Sig. Luca aveva in polizza anche il rimborso delle spese peritali, pari al 15% dell’indennizzo, quindi la compagnia ha coperto anche l’onorario del perito di parte, evitando ulteriori esborsi a suo carico.

Risarcimento

14.500
Senza perizia di parte
28.000
Con perizia di parte

CASO INCENDIO

Aziende

Il sinistro

Una notte, un incendio improvviso divampa all’interno del capannone della F.T. Srl, un’azienda manifatturiera specializzata nella produzione di componenti meccaniche. Le fiamme si propagano rapidamente, danneggiando macchinari, impianti elettrici, scorte di magazzino e parte della struttura. L’impatto dell’evento è devastante: la produzione è completamente bloccata, con il rischio di perdita di clienti e di pesanti ripercussioni economiche

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La perizia di parte

La richiesta di intervento immediato del perito di parte da parte dell’Azienda
Fin dalle prime ore successive all’evento, l’azienda si affida a un perito di parte, che entra subito in contatto con il perito della compagnia assicurativa, adottando un approccio proattivo e strategico per garantire una ripartenza immediata del processo produttivo e una liquidazione rapida del sinistro.

Il perito di parte:
– Fornisce precise istruzioni al CDA dell’azienda su come gestire l’emergenza, minimizzando il rischio di errori che potrebbero rallentare l’iter risarcitorio.
– Coordina con il perito della compagnia la valutazione dei danni, condividendo fin da subito i punti critici e favorendo una collaborazione trasparente.
– Chiede un indennizzo anticipato, ottenendo liquidità immediata per coprire le prime spese di ripristino.
– Istruisce l’azienda a far intervenire tecnici specializzati per le spese di salvataggio, evitando ulteriori danni e preservando il più possibile i macchinari e le strutture non compromesse.
– Supporta il perito della compagnia nell’individuare le soluzioni più efficaci, affinché il risarcimento sia rapido e funzionale alla ripartenza.
– Evidenzia l’importanza di ripartire col piede giusto, ottimizzando le risorse disponibili e garantendo un piano di ripristino efficace negli interessi reciproci dell’Assicurato e
dell’Assicuratore.

Indennizzo concordato
Grazie a questa gestione, il perito della compagnia riconosce un indennizzo totale di 550.000,00 euro, suddiviso in:
– 200.000,00 euro di anticipo, subito disponibile per l’azienda a distanza di 45 gg dalla data del sinistro.
– 120.000,00 euro per la sostituzione di macchinari e impianti danneggiati.
– 150.000,00 euro per il ripristino della struttura e delle scorte di magazzino.
– 180.000,00 euro per le spese di salvataggio, incluse le operazioni di bonifica e messa in sicurezza.

Osservazioni:
Senza il supporto del perito di parte, l’azienda avrebbe affrontato tempi più lunghi di liquidazione e avrebbe rischiato di compromettere la propria operatività.
– Grazie alla collaborazione attiva con il perito della compagnia, la liquidazione è stata accelerata, ottenendo subito un anticipo fondamentale per ripartire.
– L’indennizzo finale è stato erogato e le operazioni peritali si sono concluse sei mesi dopo il sinistro, garantendo una gestione completa e strutturata del risarcimento.
– La strategia adottata ha permesso di ottimizzare il risarcimento, garantendo una ripresa produttiva senza intoppi e preservando il rapporto con i clienti.

Risarcimento

0
Senza perizia di parte
550.000
Con perizia di parte

CASO EVENTO ATMOSFERICO

Aziende

Il sinistro

Una violenta perturbazione con raffiche di vento superiori ai 100 km/h e una grandinata intensa colpiscono l’azienda di Andrea, proprietario di un capannone industriale con un impianto fotovoltaico sul tetto, installato la settimana prima dell’evento. L’evento atmosferico causa anche il distacco di diverse lastre di copertura, danni alle strutture esterne, e compromette una parte dei pannelli solari, rendendo l’impianto inutilizzabile.

La prima valutazione della compagnia assicurativa

Dopo la denuncia del sinistro, la compagnia assicurativa invia un proprio perito per la valutazione dei danni. L’analisi preliminare porta a un’offerta di 120.000,00 euro, in quanto:
– Non viene considerato il danno ai pannelli fotovoltaici.
– Alcuni danni alla copertura del capannone vengono ritenuti preesistenti.
– Le spese per la rimozione e il ripristino non sono considerate nel computo iniziale.

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La perizia di parte

L’intervento del perito di parte

Andrea viene guidato con precisione dal perito di parte, che interviene in modo strategico per garantire un corretto riconoscimento del danno e un indennizzo adeguato. Il perito di parte agisce nei seguenti modi:

– Dimostra, attraverso un’attenta lettura delle condizioni di polizza All Risk, che non vi è alcuna esclusione specifica per i pannelli solari, confermando così che l’impianto fotovoltaico deve essere incluso nel capitale assicurato.

– Accerta che il danno ai pannelli fotovoltaici è stato causato esclusivamente dalla grandine e, considerando che l’installazione era stata effettuata appena una settimana evidenzia che non può essere applicato alcun degrado, garantendo il riconoscimento del valore a nuovo anche se non sostituito.

– Verifica con precisione le condizioni di polizza, evidenziando che la copertura assicurativa include anche i costi di demolizione e sgombero delle parti di fabbricato danneggiate, voci inizialmente escluse dalla stima della compagnia.

– Dimostra, attraverso una perizia tecnica dettagliata, preventivi accurati e documentazione rilevata tramite drone, che i danni alla copertura del capannone sono interamente riconducibili all’evento atmosferico e non sono preesistenti, confutando così l’ipotesi iniziale della compagnia.

Nuovo Indennizzo concordato

Dopo un’attenta negoziazione con il perito della compagnia, l’indennizzo viene rivalutato e adeguato a 243.000,00 euro, comprendendo:

– Ripristino del tetto del capannone per 22.000,00 euro.

– Sostituzione dei pannelli fotovoltaici danneggiati per 74.000,00 euro.

– Smontaggio e reinstallazione dell’impianto fotovoltaico, inizialmente escluso, per 15.000,00 euro.

– Spese di demolizione e sgombero del fabbricato 12.000,00 euro.

Dall’importo viene detratta la franchigia pari al 10% del danno – 2.000,00 euro, per un rimborso totale di 218.700,00 euro, oltre al riconoscimento delle spese peritali.

Osservazioni: senza il supporto del perito di parte, Andrea avrebbe subito un indennizzo ridotto di oltre il 50% rispetto al danno effettivo. Il perito ha individuato voci di inizialmente escluse, come la reinstallazione dei pannelli, ottenendone il riconoscimento in polizza. Andrea aveva in polizza anche il rimborso delle spese peritali, pari al 15% dell’indennizzo, quindi la compagnia ha coperto interamente l’onorario del perito di parte, senza costi aggiuntivi per l’assicurato.

Risarcimento

120.000
Senza perizia di parte
243.000
Con perizia di parte

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